Reskilling e upskilling

Posted by Elena Bertinelli on 26/04/21 16.22

In Certifications, Guilds42, Università

Il sistema di istruzione e formazione in Italia, non risponde alla trasformazione del mercato del lavoro. In alcuni settori, la domanda di personale rimane insoddisfatta e vengono sprecati posti di lavoro. Mancano competenze adeguate fra i giovani che entrano nel mondo del lavoro ed è scarso l’aggiornamento dei lavoratori che rischiano di essere espulsi precocemente.

Affrontiamo gli argomenti più significativi:

  1. Reskilling e upskilling: cosa sono
  2. Lo scenario attuale in Italia
  3. La crisi e la perdita massiccia di posti di lavoro
  4. L’Agenda Europea per le competenze
  5. Reskilling e upskilling: le competenze e i posti di lavoro
  6. Reskilling e upskilling: il futuro è nelle nove competenze
  7. Reskilling e upskilling Le opportunità

 

Reskilling e up sklilling: cosa sono


Il mondo, negli ultimi anni, è cambiato: la globalizzazione, i cambiamenti sociali e la trasformazione tecnologica, hanno rivoluzionato il mercato del lavoro e, per mantenersi competitivi, si devono scegliere due strade: il reskilling e l’upskilling.
Il reskilling è una riqualificazione professionale che si esercita quando le competenze diventano obsolete in un ambito saturo o mutevole e in forte competizione. L’azienda talvolta preferisce riqualificare il personale interno perché cercarne già formato, ma raro sul mercato, potrebbe essere molto costoso.
L’ upskilling consiste nel migliorare le competenze personali con corsi di formazione e sistemi di aggiornamento che consentono di lavorare in contesti professionali più elevati. Di solito si pratica in funzione di uno sviluppo di carriera o in vista di una posizione di leadership.


Lo scenario attuale in Italia


L’Ocse posiziona il nostro paese fra gli ultimi per istruzione e formazione. Gli adulti che partecipano ad attività di istruzione e di formazione sono numericamente fra gli ultimi a livello internazionale: il 24% contro il 52% della media degli altri paesi, dato ancora più allarmante se si considera che la percentuale degli Italiani in formazione interessa per lo più gli occupati che desiderano sviluppare le proprie possibilità di carriera (81%).
Inoltre 13 milioni di Italiani fra i 25 e 64 anni, corrispondente a un quarto della popolazione adulta europea, è senza un titolo di scuola secondaria superiore. In Italia  solo il 19,6% della popolazione fra i 25 e i 64 anni ha conseguito una laurea, contro un valore medio europeo pari a un terzo (33,2% - monitoraggio Istat su dati 2019).
A questo si aggiunge la richiesta, diffusissima a tutti i livelli, di formazione linguistica e digitale da parte del 50-60% del totale della popolazione.
Nelle materie STEM (Science Technology Engineering Mathematics) l’Italia è da anni fanalino di coda: solo il 24,6% di giovani si laurea nel settore e fra questi solo il 16% sono donne.


La crisi e la perdita massiccia di posti di lavoro


La crisi generata dalla pandemia da Covid 19, secondo i dati dell’Istat di dicembre 2020, danno la disoccupazione giovanile (16-24 anni) vicino al 30% e quella degli adulti al 9% ma destinata ad aumentare drasticamente non appena verranno sbloccati i licenziamenti.
In tutto il mondo milioni di lavoratori sono finiti ai margini del mercato del lavoro. Solo in Italia nel 2020 si sono persi 456mila posti di lavoro (dati Istat).
Nei periodi di recessione le aziende, costrette a tagliare la forza lavoro, incrementano le tecnologie nuove o già esistenti. L’aggiornamento tecnologico può portare l’azienda ad una crescita della produttività e forse anche allo sviluppo del potenziale economico ma non recupera i posti di lavoro persi. Per il lavoratore è molto difficile ricollocarsi nello stesso ruolo. Solo in presenza di skill trasferibili è pensabile lo spostamento verso settori differenti e per i lavoratori con competenze tecniche limitate al loro campo è ancora più dura.


L’Agenda Europea per le competenze 2020-2025


Il ritardo dell’Italia risulta ancora più evidente se si confrontano i dati nazionali con l’obiettivo europeo del 2025 che ambisce ad avere il 50% di adulti impegnati in attività formative almeno una volta ogni 12 mesi. Il livello medio attuale in Europa è del 38% e quindi viene indicato un incremento del 32%, incremento ben più alto per l’Italia! Per raggiungere questo traguardo gli Italiani devono sviluppare in tutti i settori dall’istruzione dei giovani, all’incremento di reskilling e up-skilling dei lavoratori se non si vuole perdere in modo vertiginoso la possibilità di competere con gli altri paesi.
La situazione è così allarmante da indurre i direttori delle più significative istituzioni dedicate all’analisi, allo studio e alla ricerca della formazione e delle politiche del lavoro (Cedefop, Inapp, Indire, Evta) a scrivere una lettera aperta al governo per porre l’attenzione all’emergenza formativa della popolazione e inserire pianificazioni e risorse economiche massicce nel Recovery Plan.


Reskilling e upskilling : le competenze e i posti di lavoro


La sfida del lavoro si gioca sulle competenze necessarie per affrontare i cambiamenti legati alla quarta rivoluzione industriale. Secondo il Future of Jobs Report 2020 del World Economic Forum negli ultimi anni è iniziata una predita di posti di lavoro che non viene compensata dalla creazione di nuovi posti. La correlazione fra miglioramento delle competenze e crescita economica è strettissima. Dall’adozione di nuove tecnologie seguiranno nuovi posti di lavoro, in particolare quelli legati all’industria 4.0 porteranno ad un aumento del 38% medio della produttività globale entro il 2030. L’aumento del Pil generato dall’upskilling coinvolgerà in modo significativo il settore dei servizi alle imprese ad alto valore aggiunto e alcuni settori manifatturieri.


Reskilling e upskilling: il futuro è nelle nuove competenze


Il Presidente del Consiglio Mario Draghi nella dichiarazione programmatica al Senato ha fatto riferimento alla necessità di sviluppare e finanziare l’istruzione e la formazione con azioni sistematiche di reskilling e l’upskilling nelle competenze chiave che permetteranno di fare carriera e di mantenere i posti di lavoro: le competenze digitali, tecnologiche, ambientali e riduzione del gap di genere. Occorre creare di un sistema di filiere nel mondo aziendale che consenta l’orientamento alle scelte formative secondo il reale bisogno del mondo del lavoro. In questo modo si potrà ridurre la distanza della formazione professionale dai bisogni reali che è la causa principale della disoccupazione. Molti dovranno riconvertirsi professionalmente o perfezionare le competenze che già dispongono per adattarsi ai cambiamenti, rafforzare la competitività e sviluppare la propria resilienza per restare nel mondo del lavoro anche con l’avanzare della maturità.
Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali al parlamento europeo, ha dichiarato:
“Offrire alle persone la possibilità di acquisire le competenze di cui hanno bisogno è essenziale per prepararsi alle transizioni verde e digitale. In tal modo tutti avranno la possibilità di beneficiare delle nuove opportunità di un mercato del lavoro in rapida evoluzione.”


Reskilling e upskilling Le opportunità


Si possono aspettare le decisioni e gli effetti che seguiranno al Recovery Plan, oppure iniziare subito ad aggiornarsi. Ci sono scuole professionali che stanno sviluppando nuovi programmi e gli Istituti Tecnici Superiori offrono cicli biennali altamente qualificanti che nei prossimi anni verranno potenziati.

Ma il tempo fugge e il desiderio di imparare non può aspettare. Guilds42 offre formazione e aggiornamento a portata di mano ed è qualificato dalle certificazioni di Google, Hubspot, Shopify, Indeed, riconosciute dai datori di lavoro. Chiunque, in ogni momento, può entrare nell’Academy e scegliere la formazione che si adatta meglio alle proprie necessità. L’Academy di Guilds42 è aperta a tutti senza limiti di età perché l’apprendimento non ha limiti, né di tempo né di luogo ed è gratuita.
Nell’Academy di Guilds42 insieme a moltissimi giovani sono presenti molti over 50 che cercano di riqualificarsi e di darsi un upskilling che li renda più interessanti per il mercato del lavoro.
Chiunque infatti può iscriversi all’Accademy, scegliere il proprio percorso formativo e visualizzarlo nella propria dashboard. Si conseguono le certificazioni scelte e riconosciute dal mondo del lavoro. Una volta raggiunto il punteggio necessario ad entrare in una bottega si ha la possibilità di lavorare ad un progetto, una commissione reale richiesta da un’azienda.
L’Accademy è finanziata dalle aziende committenti delle botteghe. In Guilds42 si studia per prepararsi alla Bottega, si lavora in team da remoto e si applica quanto appreso con le certificazioni di Google, Hubspot, Shopify, Indeed e molte altre
La dashboard di Guilds permette di misurare e tracciare i progressi, la bottega consente di lavorare al fianco di veri professionisti.
La pandemia ha accelerato la transizione e tutti devono raccogliere le nuove sfide professionali se vogliono avere le competenze per uscire dalla crisi e riuscire nella vita. L’ Academy di Guilds42 è un’opportunità a portata di tutti, è il trampolino di lancio per il proprio futuro digitale.