siamo nei guai e neanche la grecia ci salva

Posted by Andrea Alfieri on 12/12/20 17.45

In Digital Marketing, Case Study, Certifications, Guilds42

Mi ha molto colpito lo sfogo accorato di Antonella Fancello su Facebook.

Antonella è Senior Consultant presso un'azienda che si occupa di E-Government; è anche Professoressa presso Università di Sassari e ha un ruolo nel corpo ispettivo nazionale di AICA - Associazione Italiana per l'Informatica e il Calcolo Automatico.

I dati a cui Antonella fa riferimento in seguito lasciano abbastanza increduli. Innanzitutto se chi lancia un grido di allarme simile insegna all'Università, lavora nel digitale con la Pubblica Amministrazione ed è parte dell'organo che ha come finalità lo sviluppo delle conoscenze digitali nel nostro Paese siamo evidentemente in guai seri. Neanche Edward John Smith, celeberrimo comandante del Titanic, si sarebbe mai sognato di annunciare ai passeggeri "preparatevi...non abbiamo abbastanza scialuppe e affondiamo... fate voi".

Antonella spiega che, pur essendo il terzo Paese al mondo per possesso di smartphone, secondo l'Unione Europea, un terzo dei nostri giovani tra i 16 e 24 anni "NON ha competenze digitali di base". Ci saranno coglioni che dopo aver letto queste parole sono ancora sorridenti pensando ad una risposta sagace ed ironica per farsi una risata e sdrammatizzare.  Evitate la sagacia coglioni, continuate a leggere che è peggio di quello che pensate!

Antonella spiega che cosa si intende per "competenze Digitali di Base"; cioè staremo parlando di Intelligenza Artificiale, Blockchain, stampa 3D o altre diavolerie simili no?

Purtroppo no, i giovani italiani:

  • non sono capaci di almeno uno tra: copiare o spostare file e cartelle, salvare file su uno spazio internet, ottenere informazioni da servizi web di pubbliche autorità, trovare informazioni relative alla salute
  • non sono capaci di almeno uno tra: mandare e ricevere email, partecipare a social network, telefonare in videoconferenza, creare e caricare contenuti su un sito web
  • non sono capaci di almeno uno tra: trasferire file tra computer e altri dispositivi, installare software e applicazioni, cambiare le configurazioni di un software incluso il sistema operativo o programmi di sicurezza, fare acquisti online, vendere oggetti online, usare risorse didattiche online, accedere al conto corrente con l'online banking
  • non hanno fatto almeno una volta almeno una di queste attività: usato un word processor, usato uno foglio di calcolo, usato un software per editare contenuti fotografici, video o audio

Eurostat statistics 2019

I dati Eurostat del 2019 sono impietosi, e pure la Grecia ci sovrasta. Solo Bulgaria e Romania sono peggio di noi. Sicuramente qualche altro coglione sarà troppo preso a commentare la grafica primordiale di Eurostat (innegabile) invece di ragionare su quanto la situazione sia drammatica in un mondo che si sta risvegliando da un anno di incubo COVID. 

Ma proviamo ad andare oltre.

In che mondo ci risveglieremo nel 2021 e come ci stiamo seriamente preparando?

Ad Antonella viene in aiuto Milena Gabanelli con questo servizio DataRoom che avrebbe dovuto far sobbalzare dal pulpito tutti gli inutili opinionisti dei social e i divulgatori improvvisati dell' "Andrà tutto bene". Dall’inizio della crisi l’Italia ha perso 420 mila posti di lavoro. Ma il difficile verrà a marzo, quando sarà tolto il blocco dei licenziamenti: si stima fra i 250/300 mila nuovi disoccupati che si aggiungeranno ai poco meno di 2,5 milioni di oggi.

Bisogna smettere di fabbricare i disoccupati di domani e iniziare a creare gli "occupabili" di domani

Quando a un disoccupato, ad un giovane, ad un laureato, a un lavoratore ma anche ad un imprenditore mancano le competenze che il mercato richiede, la formazione fa la differenza. Miliardi di Euro sono destinati a questo ruolo fondamentale. La competenza è delle Regioni che decidono quali corsi bandire e quali organizzazioni accreditare.
La programmazione dei corsi non è legata ai reali bisogni delle imprese, ma nella maggior parte dei casi si tratta di generiche lezioni di informatica o di inglese, dalle quali si esce con un attestato di frequenza che non serve a niente. Sono corsi generici pensati solo a accaparrarsi qualche spicciolo dai burocrati istituzionali, pensati solo per foraggiare un sistema, in cui nessuno comunque tiene traccia del reale impatto che offre.

E questi sono quelli che dovrebbero preparare i nostri giovani tra i 16 e 24 anni "senza competenze digitali di base" oltre che i milioni già fuori dal mondo del lavoro?

Chi vi scrive è stato parte di quel sistema, era lavoro e si cercava di farlo al meglio. Arrivi però ad un punto in cui capisci che serve cambiare.
Per cambiare verso bisogna preparare ciò che il territorio chiede. Personale specializzato, messo in contatto con le aziende del suo territorio. Anche la formazione cambia, ci si deve certificare agli strumenti di lavoro ma non come conclusione del percorso, ma semplicemente come tappa necessaria per poi affrontare un percorso pratico, dinamico ed esperienziale.

"Signori, siamo senza scialuppe di salvataggio e stiamo affondando, fate voi..."

Non è vero, noi una scialuppa l'abbiamo creata e cercheremo di caricarci più persone possibili, ma bisogna che tutti inizino a unire i puntini e capire che il Titanic così non galleggerà ancora a lungo. Pulsante arancione sotto per salire a bordo.

Vai all'AcademyAndrea

N.B. Chiedo scusa per il linguaggio in alcuni punti, mi sono infervorato un attimo. Ma è sempre più difficile sopportare chi ignora dati, sminuisce la situazione, cambia argomento con maestria pur di non ammettere che stiamo lasciando un mondo molto peggiore di quello chi ci hanno donato, mandando in vacca il futuro dei nostri figli.. Fate qualcosa a proposito invece di pensare che 'andrà tutto bene'... non ci credete? Guardatevi questo (e se pensate che la volgarità della parola "coglioni" in un post sia più grave di quello che stiamo facendo a questi ragazzi, siete evidentemente dei veri coglioni!)