Le professioni del futuro esistono davvero? Scopriamolo

Posted by Guilds42 on 03/07/20 13.24

In Guilds42

In questi mesi si è parlato moltissimo di smart working, a volte anche sentendolo pronunciato in modo anomalo, un po’ privato della perfetta pronuncia inglese che richiederebbe questa definizione. 

Sui social ci sono stati post su post che enfatizzavano questa modalità di lavoro, che in Italia praticamente abbiamo conosciuto ora, ma che in America e in altri paesi del mondo è praticamente l’unico modo di lavorare possibile. 

Considerazioni scherzose a parte, ora sappiamo tutti cosa vuol dire lavorare in smart working e non guardiamo nemmeno più con tanta perplessità chi, prima d’oggi, raccontava di “lavorare da casa”. 

Oggi sappiamo che esistono le professioni del futuro, di cui tutti ci parlavano e che noi non capivamo. 

E già, perché ci sorprendevamo di come fosse possibile svegliarsi al mattino, alzarsi e non recarsi in un luogo fisico per lavorare. 

Al contempo, però, abbiamo anche conosciuto - quanto meno per sentito dire - tante aziende che hanno completamente rivolto la loro logica di business al digitale. Nella nostra mente, le “aziende digitali” erano soltanto le startup. 

Oggi abbiamo compreso che non è più così, perché davvero tutti hanno necessità di appoggiarsi al digitale per avere successo nel mercato online. 

E così come per le aziende è valso questo ragionamento, allo stesso modo dovrebbe valere per te, che appartieni ancora a quell’epoca della vita in cui non sei pienamente convinto di aver imboccato la strada migliore. 

Probabilmente rientri tra queste categorie: 

  • Coloro che sono appena usciti dall’università e non sanno ancora che strada prendere professionalmente. Forse hai anche già fatto un tirocinio, uno stage sottopagato o per niente pagato e, ora, ti stai domandando qualcosa in più del tuo futuro;
  • Coloro che di esperienze lavorative alle spalle ne hanno almeno una decina, tutte differenti, tutte incredibilmente deludenti. Tanti sogni iniziati e non ancora realizzati;
  • Coloro che bene o male un futuro se lo stanno creando, ma non sono del tutto soddisfatti, vorrebbero di più e osservano curiosi questo mondo digitale che si sta muovendo alla velocità della luce;
  • Coloro che non hanno ancora iniziato l’università ma sono curiosi e vogliono sapere se per caso c’è di più oltre il solito percorso di laurea, il solito master, il solito tirocinio.

Chissà se sei tra questi. Sicuramente, se stai leggendo l’articolo, c’è una grande probabilità che tu appartenga al gruppo di persone al quale ci stiamo riferendo.

E allora, probabilmente ti domandi anche: ma queste professioni digitali quali sono? Le nuove professioni esistono per davvero? 

E con queste professioni si può guadagnare? Ma poi le professioni del web, esattamente che tipo di vita impongono? È vero che puoi fare un po’ la vita che vuoi, viaggiare, vedere il mondo e lavorare 3 ore al giorno?

Tutte domande che chiunque si approcci per la prima volta a questo argomento si pone ed è anche perfettamente normale. Infatti, qui oggi, in questo articolo, il nostro intento è darti delle risposte, una sorta di guida per farti capire come potresti scegliere di agire, se decidessi davvero di credere in questa nuova realtà che si chiama Guilds42

Guilds42 è un progetto di rinascita esponenziale e tu sei al centro di tutto. Dove la possibilità di apprendere sul serio un lavoro, esiste per davvero. 

Ma attenzione, come tutti i percorsi, anche questo impone una parte importante di formazione, perché sfatiamo un mito importante: 

lavorare nel digitale non significa postare sui social o aprirsi un proprio blog

È molto più di questo, c’è strategia, c’è una conoscenza del mercato che è possibile ottenere, in realtà, soltanto facendo esperienza. 

Ecco perché in Guilds42 possono “alzare tutti la mano e domandare”. In questa realtà non c’è il giusto o sbagliato: c’è l’esperienza, ci sei tu. C’è la persona. 

Guilds42 è una grande barca, dotata anche di tutti i comfort, magari a volte un po’ confusa, dove gli artisti si mischiano con i garzoni. Dove i garzoni possono davvero diventare artisti lavorando sodo. 

Se hai già sentito da qualche parte questa parola, probabilmente ne avrai ,sbagliando, una concezione negativa. Se invece per te è nuova, lascia che ti spieghi un attimo di cosa stiamo parlando. Il “Garzone” era colui che lavorava nelle botteghe degli “Artisti”, facendo qualsiasi tipo di lavoro utile, imparando così negli anni il mestiere. 

Leonardo Da Vinci fu Garzone presso il Verrocchio per ben 12 anni prima di diventare lui stesso un artista. Spesso questi ragazzi erano sottopagati e il lavoro da loro svolto non portava la “loro firma”. Guilds42 non vuole prendere spunto da questo lato negativo, bensì dall’idea di poter mettere in gioco dei ragazzi per far imparare loro una professione, facendo loro mettere “le mani in pasta” e iniziando fin da subito a lavorare. 

Ora però è il momento di capirci qualcosa in più di queste professioni digitali, perché sono quelle che andrai a conoscere molto da vicino. 

Il lavoro del futuro è digitale

Se c’è una cosa che ha fatto capire a tutti questa pandemia è che non torneremo più indietro. Non è solo una frase retorica. Si tratta di cambiamenti irreversibili accelerati da una condizione eccezionale come quella che abbiamo appena attraversato.

Lo hai visto e capito bene anche tu durante questa quarantena. Lo hanno visto e lo hanno capito le aziende vecchio stampo. Ora il digitale lo usano tutti.

Ecco perché anche tu non devi restare indietro. Cosa significa questo dal punto di vista del tuo lavoro e della tua carriera?

Significa che devi avere delle precise competenze digitali e soprattutto intercettare i reali bisogni delle aziende. Le aziende che ce la faranno saranno quelle che cavalcheranno il cambiamento, riconvertendo il loro business, non solo dal punto di vista dei prodotti, ma soprattutto da quello dei processi digitali.

Se vuoi stare al passo ma non sai come fare, Guilds 42 può essere una guida preziosa. Ma prima vediamo insieme quali sono le professioni e le competenze del futuro che dovrai tenere d’occhio e nelle quali ti dovrai formare.

Quali sono le professioni del futuro

Uno studio del World Economic Forum (WEF) ha individuato 96 lavori del futuro. Queste nuove professioni saranno quelle sempre più richieste dal mercato del lavoro.

Se stai per completare gli studi, ti sei appena laureato o vuoi riposizionarti professionalmente, qui si aprono grosse opportunità per te. Ma quali sono queste professioni emergenti?

Lo studio del WEF le ha divise in 7 cluster:

  • Data & AI;
  • Care Economy;
  • Green Economy;
  • Engineering & Cloud Computing;
  • People & Culture;
  • Product Development;
  • Sales, Marketing & Content.

Analizziamole nel dettaglio, una per una.

Data & AI (Artificial Intelligence)

Da quando è cominciata la rivoluzione informatica si produce una grandissima mole di dati. Negli ultimi anni questi dati sono cresciuti in maniera esponenziale. Anche tu ne produci: è sufficiente che sia iscritto a qualche social network o navighi in qualche sito.

Allo stesso tempo i computer e i dispositivi che usiamo sono diventati sempre più intelligenti. Hai mai usato un assistente virtuale come Siri o Alexa? Beh, quella è un’intelligenza artificiale (in inglese: Artificial Intelligence o AI). Grazie a processori sempre più potenti le IA diventano sempre più evolute.

In ragione della crescita di queste tecnologie, c’è sempre più bisogno di professionisti che siano in grado di analizzare questi dati e utilizzarli per creare non solo nuovi prodotti e servizi, ma anche valore per la collettività. Ma c’è bisogno anche di ingegneri e altri esperti in grado di sviluppare e implementare le Intelligenze Artificiali sempre più complesse.

Qui stiamo parlando di professionisti come: artificial intelligence specialist, data scientist, insight analyst, business intelligence developer.

Care Economy

Sebbene l’uso di tecnologie e strumenti digitali sia il denominatore comune di queste professioni del futuro, è vero anche che il rapporto umano e l’interazione tra le persone resterà un elemento imprescindibile, anche in un futuro dominato dai robot e dall’automazione.

Ecco perché tutto ciò che ha che fare con la cura del corpo e della persona avrà sempre un mercato. Bisogna tenere conto anche della maggiore percentuale di anziani in molti Paesi del Mondo, conseguenza della maggiore aspettativa di vita, che a sua volta è il risultato di un’alimentazione più attenta e sana e dei progressi in campo sanitario.

Quindi salirà la domanda per lavori come: radiologi, fisioterapisti, assistenti per anziani e istruttori di fitness.

Green Economy

Prima di questa pandemia avevamo assistito a un risveglio della consapevolezza ambientale, anche grazie a personaggi come Greta Thunberg.

Con la pandemia del nuovo coronavirus, anche in questo caso, si è accelerato un processo già in corso. Anche i grossi player hanno capito che sfruttare il Pianeta forse non conviene a nessuno se le conseguenze possono essere qualcosa di catastrofico.

Si investirà sempre di più in tecnologie sostenibili, rinnovabili e verdi. Di conseguenza ci sarà bisogno anche di professionisti in grado di condurre progetti “green”, a basso impatto ambientale. Tra i lavori emergenti in questo settore ci saranno: green marketers, chief sustainability officers, solar energy installation managers, water/wastewater engineers.

Engineering & Cloud Computing

Nell’ambito dell’informatica abbiamo assistito negli ultimi anni a quella che si potrebbe chiamare dematerializzazione. C’è stato un tempo in cui negli hard disk dei nostri computer conservavamo molto più dati e molti più file.

Adesso abbiamo sempre meno bisogno di una memoria fisica, non solo per i nostri dati personali o di lavoro, ma anche per l’intrattenimento (pensiamo allo streaming video). Tutto questo è possibile grazie alla tecnologia Cloud (letteralmente: nuvola). La logica che c’è dietro è semplice e risponde alla domanda: perché scaricare un programma e occupare spazio, quando possiamo usarlo in cloud, con la possibilità di riprendere la stessa sessione di lavoro su più dispositivi?

Gestire questo particolare tipo di piattaforme richiede un’alta professionalità, anche perché bisogna garantire alti standard di sicurezza. I lavori emergenti in questo ambito saranno: cloud engineer / cloud computing, site reliability engineer, DevOps engineer / cloud computing, ma anche sviluppatori frontend, backend, python developer e javascript developer.

People & Culture

In quest’area viene fatta rientrare tutta la gestione delle risorse umane e dei talenti professionali, sempre più veicolata da strumenti e network come Linkedin.

Anche Guilds42 ha lo scopo di attirare e formare persone come te che hanno voglia di crescere, accompagnandole, attraverso una serie di certificazioni digitali, nel tempo più breve possibile, all’interno di progetti reali, di Botteghe dove si può imparare sporcandosi le mani.

Le figure professionali delle quali non si potrà fare a meno sono: information technology recruiter, human resources partner, talent acquisition specialist, business partner, human resources business partner.

Product Development

Questo ambito evidentemente è collegato al commercio e alla vendita al dettaglio, ma abbiamo già visto che l’e-commerce avrà un ruolo sempre più importante nell’economia del futuro.

La qualità di un prodotto o servizio sarà sempre un requisito imprescindibile e ciò che determinerà l’ascesa, il declino o il consolidamento di un brand.

I professionisti di cui avremo bisogno in quest’area sono: quality assurance tester, agile coach, product analyst, digital product manager, delivery lead.

Sales, Marketing & Content

Anche il marketing che è sempre stato associato a una connotazione negativa, a una più o meno celata forma di manipolazione del consumatore, è profondamente cambiato.

Ora è sempre più diffuso l’approccio Inbound. Hai presente le chiamate insistenti dei call center o le pubblicità invasive, come i pop-up, quando navighi su Internet? Quello è l'esatto opposto.

Adesso prima di vendere, devi offrire valore. Fornire soluzioni. All’interno di questa nuova cornice, si collocano un’ampia gamma di figure come: social media assistant, growth hacker, specialista dell’e-commerce, content producer, head of partnerships. 

Tutte facenti parti del sistema dell’inbound marketing, il cui obiettivo non è vendere direttamente, ma quello di portare il potenziale pubblico a convincersi di compiere un’azione, quale può essere appunto l’acquisto di un prodotto o servizio. 

Quali sono le competenze del futuro

Dopo questa panoramica sui lavori del futuro è opportuno parlare anche delle competenze che devi possedere per lavorare in questi ambiti.

Temi di non essere all’altezza? Non preoccuparti. Guilds 42, attraverso la sua Academy, ti aiuterà a formarti e a consolidare quelle conoscenze, per lo più digitali, grazie alle quali potrai lavorare in un arco di tempo relativamente breve su progetti reali.

La ricerca del World Economic Forum individua anche 5 categorie di skill che devi sviluppare se vuoi essere appetibile nel mercato del lavoro del futuro:

  • Business skill;
  • Specialized industry skill;
  • General & soft skill;
  • Tech baseline skill;
  • Tech disruptive skill.

Anche in questo caso, facciamo una breve carrellata per vedere di che si tratta.

Business skill

Come dice la parola, si tratta delle competenze che ti servono per cominciare un nuovo business, avviare una start-up oppure gestire nel modo migliore un’azienda. Devi avere conoscenze in marketing, project management e budgeting.

Specialized industry skill 

Si tratta di competenze specifiche che si riferiscono a una ben precisa industry o settore professionale. Ad esempio puoi essere molto abile nel video-making, nel catalogare oggetti o nello scrivere testi professionali e landing page.

General skill 

Queste competenze sono chiamate cross-funzionali o multidisciplinari, ma sono conosciute soprattutto con l'espressione soft skills. Sono utili per tutti, qualunque sia la tua professione. Negli ultimi anni sono state molto rivalutate e sono molto richieste dalle aziende. Tra quelle più importanti ci sono: leadership, abilità comunicative, empatia, abilità di public speaking e problem solving.

Tech baseline skill 

Queste competenze implicano una conoscenza degli strumenti tecnici di base. Naturalmente sono molto importanti quelle informatiche: saper usare un computer, suite di programmi come Office, i principali programmi di fotoritocco, conoscere l’HTML, avere un rudimento di qualche linguaggio di programmazione. Ma anche essere bravi a scattare fotografie, girare video, nella post-produzione e nell’editing può essere un valore aggiunto.

Tech disruptive skill

Queste sono il tipo di competenze che possono fare davvero la differenza e far svoltare una carriera. Sono il tipo di competenze che puoi acquisire e provare sul campo in Guilds42.

Si tratta di competenze digitali avanzate che ti permettono di gestire progetti complessi e sviluppare tecnologie e strumenti in grado di stravolgere, in un senso positivo, modelli di business consolidati, mercati o addirittura comportamenti e sistemi sociali. Sono il bagaglio che permette di generare cambiamenti che rovesciano paradigmi o fare rivoluzioni.

Nella Silicon Valley, la lingua di terra della California dove l’innovazione è di casa, disruptive è la parola che viene usata quando arriva qualcosa che, non solo offre una soluzione eccellente e mai vista prima, ma mette in discussione le regole del gioco che sembravano funzionare così bene. O addirittura creano nuovi desideri e nuovi bisogni. Lo ha fatto Steve Jobs con la tecnologia touch, con l’iPod, l’iPhone, l’iPad e tanti altri prodotti Apple.

In queste skill, alcune delle quali potrai cominciare a studiare nell’Academy di Guilds42, ci sono la conoscenza di: uno o più linguaggi di programmazione come Javascript o Python, data science, deep learning, natural language processing, automazione e robotica, cybersecurity, civic hacking, analisi dei dati, cloud computing.

I sette lavori digitali più innovativi del 2020

Secondo un’indagine di Docety - una piattaforma web dedicata alla formazione online faccia a faccia, con oltre 250 fra professionisti e influencer in più di 20 categorie – sono sei le skills più richieste per i lavori digitali più innovativi del 2020:

  • Tecniche di presentazione orale
  • Lingue straniere
  • Cloud
  • SEO
  • Sicurezza informatica
  • AI e Data Science

Andiamo ad analizzarle nel dettaglio

Tecniche di presentazione orale

Secondo uno studio del World Economic Forum, la capacità di sapere negoziare è una delle principali skills richieste per il lavoro del futuro. Affinare la propria capacità nel public speaking diventa, quindi, centrale e non solo per chi lavora nel settore della comunicazione o in posizioni manageriale ma, piuttosto, l’ars oratoria diventa una competenza trasversale, che attraversa tutti i settori aziendali.

Lingue straniere

I mercati politici ed economici sono in espansione, nuovi accordi commerciali si rafforzano e la contaminazione tra culture differenti è sempre più evidente; tutto ciò crea nuovi bisogni in termini comunicativi. Fino ad oggi la lingua inglese ha rappresentato una delle skills più importanti, ma ad oggi non basta più. Nel 2020 diventerà importantissimo saper comunicare in specifici mercati, quindi conoscere lingue come il mandarino o il cinese offrirà sicuramente una corsia preferenziale per i lavori digitali del futuro.

Cloud

Secondo IT Salary and Certification Report di Global Knowledge le certificazioni ottenute in ambito Cloud sono tra le 15 più remunerative nel mercato attuale ma anche in quello futuro. Specializzarsi in questo settore, soprattutto in ambito IT, diventa una scelta non solo strategica ma anche di grande successo per delineare una figura professionale che sarà sempre più ricercata.

SEO

Indiscutibile è il fatto che la Search Engine Optimization è in continua evoluzione e sviluppo. Diventa quindi di fondamentale importanza affinare le proprie competenze in ambito SEO, considerando anche il fatto che Google aggiorna il proprio algoritmo di ricerca centinaia di volte l’anno.

Sicurezza informatica

Data la grande mole di dati personali che quotidianamente veicoliamo, consapevolmente e non, in rete, diventa centrale avere nel proprio tessuto aziendale degli esperti in sicurezza informatica. Sempre per l’IT Salary and Certification Report di Global Knowledge tra le 15 certificazioni più remunerative del 2020 ma anche del mercato lavorativo futuro, sono incluse le specializzazioni, di ogni grado di approfondimento, nel settore della sicurezza informatica.

AI e Data Science

I profili nel settore dell’intelligenza artificiale e big sono in piena esplosione del loro potenziale, addirittura si stima che nel futuro prossimo la domanda supererà l’offerta. Approfondire e affinare le proprie competenze in questi settori diventa quindi fondamentale per delineare una figura professionale tra le più ambite.

Quali percorsi formativi puoi prendere in considerazione?

Leggendo le descrizioni dei ruoli professionali che ti abbiamo appena presentato, hai trovato interessante qualche ambito? 

Sappi che, se in questo momento ti possono sembrare molto complessi da comprendere come professioni, in realtà non è così. Avrai la possibilità di formarti in Guilds42 - una piattaforma MOOC per l’apprendimento di skills Digitali, che unisce alla classica modalità learning online la possibilità di mettere in pratica le proprie competenze in progetti di «Bottega» con Partner selezionati. 

Perché dovresti affidare il tuo futuro a Guilds42 e non ad altri corsi che puoi trovare facilmente online? 

Guilds42 ti offre la possibilità di avere una visione completa di quelle che sono tutte le professioni digitali del futuro e ti dà una formazione a tutto tondo, non trascurando nessun ambito.

Lavorare nel digitale presuppone che tu abbia una conoscenza orizzontale di questo settore, anche se poi decidi di verticalizzarti su un ruolo in particolare.

Una visione d’insieme è sempre fondamentale per comprendere i processi nella loro totalità. 

Che cosa dicono le ricerche in merito al mondo del lavoro e alla formazione dei nostri giorni?

Nello scorso ottobre Nestlé presentava la ricerca “Giovani e lavoro” durante un incontro dal titolo “La scuola prepara al lavoro. Vero o falso? Ecco cosa ne pensano gli italiani”. Il meeting si svolgeva in occasione dell’edizione 2019 della VET Week, la Settimana Europea della Formazione Professionale.

Tramite un sito specializzato è stato sottoposto un sondaggio ad un campione di 800 giovani tra i 17 e 18 anni, 200 genitori e 100 professori di scuole superiori. Il 58% degli studenti intervistati ha trovato eccessivamente teoriche le lezioni. Il 50% dei ragazzi preferirebbe laboratori e simulazioni lavorative anche in aula. Il 62% degli intervistati ha optato per l’alternanza scuola-lavoro, esperienza tuttavia ritenuta poco soddisfacente dai più. 

La maggior parte delle mansioni eseguite sono risultate poco qualificanti e formative (il 26% dei ragazzi ha svolto attività di inserimento dati; il 24% ha curato attività di back office e il 13% ha svolto esperienza di receptionist).

Il 55% ha dichiarato che avrebbe proseguito gli studi, sperando che l’università offra loro esperienze più concrete. 

Analisi dei dati, redazione di contenuti, attività di listening, e altre attività centrali e non periferiche nell'ambito digital.

Cercando di capire se effettivamente proseguire gli studi porta poi ad uno sbocco professionale, un’altra ricerca da parte di Eurostat pubblicata nell’agosto 2019 riporta che 4 laureati su 10 non hanno ancora un lavoro dopo 36 mesi dall’ottenimento del titolo. 

Infatti solo il Il 62,8% degli italiani tra i 30 e i 34 anni in possesso di un titolo di studio terziario dichiara di avere un’occupazione.

Francesco Seghezzi del Sole 24 Ore - Perché i laureati faticano a trovare lavoro in Italia

ricercando le cause di questo fenomeno commenta: «Ma c’è una ragione più profonda e complessa che riguarda, da un lato, la struttura produttiva del nostro Paese e, dall’altro, i percorsi universitari. Se i laureati sono pochi e allo stesso tempo non trovano lavoro vuol dire che c’è o un problema di qualità della domanda o uno di qualità dell’offerta, o forse entrambi. 

Il dualismo strutturale delle imprese italiane, sia dimensionale che territoriale, che si traduce nei livelli di innovazione e quindi di competenze ricercate sul mercato incide profondamente nel determinare la domanda di lavoro. Perché non basta formare un laureato per generare un posto di lavoro, soprattutto se università e mondo dell’impresa vivono in mondi paralleli.

Ricaviamo dunque che almeno fino all’anno scorso le speranze dei giovani verso l’università sono state mal riposte.

Da tutti questi elementi possiamo dedurre che ci sono e ci saranno delle strade verso le professioni del futuro in quanto l’istruzione in generale cerca di adattarsi alla domanda. 

La sfida da superare è fare in modo che la distanza tra teoria e pratica non sia eccessiva. 

Riteniamo che creare un ambiente dove è permesso, anzi è incentivato il mettere in pratica fin da subito quel che si apprende possa risolvere questa sfida con buona pace di chi desidera diventare un professionista in tempi ragionevoli. Il punto focale, suggerisce Seghezzi, è acquisire competenze ricercate sul mercato.

Realtà come Guilds42 puntano a superare queste dinamiche dando ai giovani la possibilità di cimentarsi, fin da subito, in mansioni qualificanti e formative (non appena si è pronti per entrare in un gruppo di lavoro), dando la possibilità ai Garzoni di poter “mettere le mani in pasta” e continuare ad apprendere sul campo.

Siamo quindi nel bel mezzo di una rivoluzione, quella tecnologica e digitale. Quello che abbiamo appreso con lo studio della storia, e come ci ha anche insegnato Darwin, è che ciò che sopravvive è ciò che si evolve.

Ciò che differenzia questo cambiamento che stiamo vivendo è però la velocità con la quale esso sta avvenendo. 

Si parla infatti di Exponential Transformation, ovvero trasformazione esponenziale. Il mondo sta cambiando, come sempre ha fatto e come sempre farà:

sta ad ognuno di noi decidere se cavalcare questo cambiamento e sopravvivere o fossilizzarci sulle nostre credenze. 

Sei davvero sicuro di voler lasciar partire questo treno senza salirci a bordo?