Listening: inizia a prendere le prime "misure" per il brand

Posted by Silvia Barbieri on 21/03/19 8.56

State per iniziare una nuova campagna per un cliente importante? Oppure vi siete procurati l’opportunità di diventare consulente o partner di un brand o una PMI per voi molto appetibile e volete fare una buona impressione? È il momento di mettere in pista un’analisi di ascolto della rete, il Listening.

 

Il Listening: focus, perseveranza e impegno nell’ascolto della rete

Chi ne ha già sentito parlare sa che è un’attività lunga e impegnativa, ma è fondamentale per avviare un progetto che punti a utilizzare i canali digitali per comunicare.
Si sta facendo sempre più strada l’idea che i professionisti del digital, oggi, possano essere paragonati a un sarto. Per realizzare un abito su misura perfetto per il suo cliente (= una strategia comunicativa ad hoc) è necessario ascoltare chi si ha di fronte, capirne bene le esigenze e gli obiettivi, ma anche cercare di intercettare i suoi bisogni latenti. E conoscere nel miglior modo possibile il contesto, cioè capire come i consumatori dialogano su internet, si cosa parlano, dove e come conversano. Capita spesso che il cliente non sia oggettivo e imparziale quando racconta il suo mercato.

Il listening è una tecnica per monitorare le conversazioni sul social media: da questa operazione di ascolto e valutazione emergono informazioni molto preziose sul pubblico di riferimento, ma anche sul sentiment degli utenti nei confronti di un brand. Si tratta infatti di scambi di pareri naturali e non filtrati. I buzz in rete possono essere “ignoti” allo stesso cliente, che potrebbe basare la propria strategia comunicativa su pilastri inesatti o completamente opposti a quanto invece è percepito nelle web community.

Il Digital Tailor con il listening diventa un detective per il brand

Nel listening il Digital Tailor diventa un piccolo investigatore privato, che indaga sulle opinioni espresse sui diversi canali: Facebook e Twitter ma anche blog e forum di settore. In questi contesti basta poco per essere influencer: chi esprime il suo punto di vista e viene considerato autorevole, può generare e orientare conversazioni importanti su argomenti che potrebbero incidere sulla nostra strategia o esprimere pareri interessanti sul brand. Se l’azienda per cui lavoriamo o per cui vorremmo diventare digital tailor è già affermata, troveremo facilmente scambi di opinioni che la riguardano. In caso contrario (ma anche per confrontare i dati emersi) si può monitorare qualche competitor. Tutti i dati che emergono sono una miniera d’oro per accorciare, allungare o aggiustare il modello di abito su misura che stavamo progettando per il nostro cliente.

Cosa dobbiamo cercare di scoprire, attraverso il listening?

- target e influencer (chi parla)

- argomento e linguaggio (di cosa)

- il tono di voce (come).

Come le misure permettono al sarto di realizzare un vestito calzate e comodo, ideale per chi lo deve indossare, una raccolta completa e ben organizzata dei buzz permette di creare una strategia “tailor made”.

È un po’ come avere la possibilità di entrare nel guardaroba del tuo cliente, per comprendere davvero fino in fondo le sue esigenze, i suoi gusti e il suo stile, anche quando lui stesso non è pienamente consapevole di quello che può stargli veramente bene addosso.

Listening in pratica

Come si esegue il listening? Prendi le misure ascoltando e trasformale in dati!

1. Individua le parole chiave.

Definisci quali sono gli argomenti o i settori più importanti per il tuo business e identifica le keyword.

2. Monitora la rete e raccogli i dati.

È la fase in cui emerge la tua familiarità con i motori di ricerca e la pratica con le community. È un lavoro certosino, per individuare i bisbigli che ci interessano e iniziare a registrarli. Spesso è come cercare una pepita d’oro. Per molto tempo si rischia di girare a vuoto, ma una volta individuati i filoni più promettenti, il lavoro diventa progressivamente più efficace e fruttuoso.
In rete ci sono alcuni tool che possono contribuire ma sono, diciamolo chiaramente, sono un aiuto che non può sostituire meccanicamente le capacità del digital tailor. E vi spiego subito perché.

3. Valuta i dati raccolti 

È un’attività che può essere solo un’abilità umana. Le conservazioni individuate devono essere trasformate in dati numerici, attribuendo un’importanza (positiva o negativa) al sentiment che li anima e all’influenza dell’autore.

4. Ripeti le precedenti operazioni almeno per un altro competitor

Meglio se sono almeno un paio per ottenere una fotografia ancora più nitida della fetta di mercato nella quale stai andando a proporre la tua strategia.

Qualche piccolo consiglio operativo? Entra nei forum e nei gruppi chiusi, dove le conversazioni sono molto libere e utili. Puoi anche partecipare alle discussioni o generarle, rispettando ovviamente il contesto in cui agisci. Vuoi conoscere un modello efficace di listening: nel volume Digital tailor (Modelli sartoriali per professionisti social e digital) di Alberto Giusti e Andrea Alfieri (Wolters Kluwer) trovi una guida efficace e indicazioni altamente operative per capire, passo dopo passo, come lavorare al meglio.


Adesso hai capito: il listening è la tua miglior risorsa, la presentazione più efficace e d’impatto per dimostrare al cliente che sei un vero professionista e non l’ennesimo.. cugggino.. arrangiato che non potrà assicurare al brand l’abito perfetto, elegante e di stile che vorrebbe indossare.