Chief Digital Officer: un reportage dal fronte della Trasformazione Digitale

Posted by Andrea Alfieri on 31/08/21 9.44

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Robert Capa, considerato da molti il più grande fotografo di guerra di tutti i tempi disse

Se le vostre foto non sono abbastanza buone, non siete abbastanza vicino

Catturare l'essenza più vera di un conflitto, così come di un cambiamento, di una trasformazione non è possibile se non avvicinandosi veramente e vivendola fianco a fianco con i protagonisti, anche a costo di rischiare qualcosa.

Siamo tutti contemporaneamente testimoni, attori e comparse di un cambiamento rivoluzionario che è destinato a cambiare profondamente le nostre vite, la società in cui viviamo. Siamo vittime e carnefici delle opportunità di lavoro che troveranno i nostri figli travolti da una rivoluzione per cui non li stiamo preparando.

Digital Transformation: molti ne parlano, ma ancora sono pochi quelli come Robert Capa, schierati già in trincea, in prima linea con elmetto e Contax, in grado di raccontare da dentro un’esperienza vissuta piuttosto che teorizzare, come molti, cosa “potresti voler fare”.

Il progetto Guilds42 si propone di offrire a tante persone la possibilità di crearsi il proprio "reportage dal fronte", non un manuale delle giovani marmotte per pseudo Digital influencer da divano. Chi lo scriverà, si troverà in prima linea a fianco di chi han già l'elmetto liso e un buon numero di cicatrici, e questa è la vera questione: stare in trincea in azienda affrontando la Digital Transformation non è una passeggiata di salute, e non è per tutti. L'esperienza in Bottega di Guilds42 ti offre proprio una finestra sulla vera battaglia. Non perdete l'occasione.

Trovarsi a guidare un cambiamento è il destino del CDO, Chief Digital Officer. L’esperienza sul campo e le cicatrici ti insegnano che questo è un cambiamento culturale, piuttosto che tecnologico e cambiare il modo in cui le persone pensano e agiscono, farle uscire dalla propria comfort zone, fare in modo che si affidino alla vostra guida e non si abbattano alle prime inevitabili criticità è un lavoro degno di Maximus Decimus Meridius.

La Digital Transformation in molte aziende è vissuta come un atto di fede, quasi come convertirsi ad una nuova religione senza certezze su quale Dio incontreranno nell’aldilà. Ti dicono, convertiti o estinguiti, ti spaventano a morte in convegni e workshop poi tu torni in ufficio, vedi colleghi e capi che lavorano sereni e pensi che da te la notte del giudizio mica arriverà veramente. Anche perché prepararsi alla notte del giudizio della Digital transformation non basta 'pentirsi, confessare i propri peccati e dire due padre nostro”, ma è un filino più impegnativo..

  1. E’ richiesto alle persone in azienda di abbandonare gradualmente pratiche e processi che seguono da dozzine d’anni per convertirli a modelli nuovi e spesso sconosciuti. Per molti questo è come avvicinarsi al crinale e saltare nell’abisso, una follia inaccettabile e irragionevole.
  2. E’ richiesto di collaborare in modi nuovi, di pensare più rapidamente, di usare strumenti nuovi e farsi guidare da dati piuttosto che da opinioni o gerarchie. Sradicare il modello aziendale di Fantozziana memoria in Italia è una missione dove faticherebbe anche Gandalf il grigio.
  3. E’ richiesto che ci si assuma anche il rischio di fallire (rapidamente), perché quello è fondamentale per imparare e migliorare oltre che inevitabile nel nuovo modello. Provate anche solo a menzionare la parola “fallimento” in un meeting aziendale e guardate l’effetto che fa.
  4. E’ richiesto di farsi domande nuove, di sperimentare, di testare al fine di cambiare anche radicalmente il modello di business, quindi la propria natura.

Quello che la Digital Transformation ti chiede è molto banalmente di cambiare il DNA di una azienda, nelle pratiche, nei processi, nelle politiche e soprattutto nelle persone. E chi è alla guida di questa “mission impossible”? Il CDO; ora capite perché lo paragono a Maximus de 'il Gladiatore'

Questo per alcuni di voi deve essere il momento di realizzazione; non è un lavoro semplice, pensateci bene. Non tutti ne possono esserne tagliati. Non si affronta la Digital Transformation con citazioni colte e presentazioni scintillanti. Non vi basteranno alcune nozioni teoriche, un paio di termini americaneggianti o saper smanettare con due software per convincere dozzine di persone in azienda che non vi conoscono neppure, a “smontarsi e rimontarsi” come un mobile IKEA. Serve costruirsi una credibilità e legittimarsi con anni di esperienza di settore, con dozzine di progetti affrontati, fallimenti e lezioni da cui sono emersi modelli testati e con percorsi guidati da metriche, data driven su obiettivi specifici. Se le vostre aspettative e i vostri riferimenti sono diversi forse è il caso di chiudere questo articolo e tornare alla settimana enigmistica.

Permettetemi di svelarvi il finale infatti: Alla fine emergerà che il CDO è un mediatore culturale, qualcuno che è in grado di costruire ponti tra due mondi divergenti. Qualcuno in grado di dimostrare credibilità e affidabilità nelle relazioni con persone in azienda per poterle prendere per mano, una ad una, accompagnandole ad attraversare da una parte all’altra. Alle competenze digitali e modelli strutturati il CDO affianca pazienza, perseveranza, people skills e una buona arte del compromesso, tutte doti necessarie per affrontare le inevitabili resistenze, perplessità, variabili e dinamiche che si incontrano sul campo.

Per chi, come noi di Guilds42 pensano che questa sia una battaglia meritevole di esser combattuta o una fede che può portare nel regno dei cieli, c’è speranza. L'esperienza in Bottega, il confrontarsi con progetti reali, l'incontrare e confrontarsi con un cliente pagante, le interviste ai dipendenti delle aziende, le lezioni di stile e forma di un Maestro d'Arte strutturato saranno in grado di delineare una via maestra, costruendo su esperienze pratiche sul campo.

Ciò che emerge da mercati più avanzati, in cui la digitalizzazione è ormai entrata prepotentemente nelle agende e strutture aziendali, è che il CDO svolge un ruolo chiave da cui dipende spesso il futuro dell’azienda. Non c’è spazio per l’improvvisazione o per dilettanti allo sbaraglio quindi, servono modelli chiari, serve un linguaggio universale che permetta al management di comprendere e quindi sostenere nuove forme di innovazione a lungo termine. Il CDO nel modello americano in cui nasce, riporta direttamente all’Amministratore Delegato dell’azienda, definendo processi, raccogliendo dati, interpretando e analizzandoli. Così facendo condiziona direttamente i processi decisionali del consiglio d’amministrazione e l’allocazione di budget. Il suo è un ruolo trasversale dovendo interfacciarsi con tutti gli ambiti aziendali interni, dal Marketing, alle Vendite, all’ R&D, alle risorse umane, ai sistemi informatici che quindi deve conoscere. Inoltre diviene spesso il referente con fornitori, consulenti, partner e stakeholder esterni che hanno esigenze diverse. Occorre quindi uscire da questa percezione diffusa negli imprenditori che il CDO sia un pò come il dentista da cui andare per risolvere un urgenza “oddio! Mi si è cariata la Digital transformation... chiamo il CDO che l’aggiusta poi per un pò non ci pensiamo più..”. Capiamoci, la Digital Transformation non è una carie a cui un’otturazione pone rimedio ma piuttosto la creazione di nuovo stile di vita che non ti darà mai più carie vita natural durante.

La Digital Transformation è un cambiamento graduale, che si sviluppa nel corso di anni per portare l'azienda, un pezzo alla volta, ad un nuovo “mindset, ad un futuro differente.

Se incontrate un CDO nei prossimi anni quindi siate gentili perché la sua vita è già abbastanza complicata. E’ nell’interesse di tutti quindi fare emergere queste nuove figure professionali, questi nuovi artisti del digitale, questi nuovi digital leader che porteranno le nostre aziende fuori dal guado. Così come sarà necessario aggregarli, creare botteghe e aree di confronto e condivisione per svilupparne competenze, esperienze e progettualità. Lo spirito che guida questo fenomeno si ispira alle Botteghe Rinascimentali, dove l’innovazione nasceva in bottega, dall’interazione di artisti e garzoni che si misuravano su opere commissionate da mecenati. Questo modello operava localmente, creando un ecosistema in cui differenti arti si contaminavano, in regime di sana collaborazione, sperimentazione e competizione, stimolando costantemente il livello d’innovazione e di qualità verso l’alto. Sentirete sempre più fare riferimento a questi modelli rinascimentali, così come li vedrete spuntare sotto casa nei vostri territori perché è nell’interesse di tutto il tessuto economico fare in modo che queste professionalità siano sempre più diffuse, e accessibili alle aziende, anche lontano dai centri urbani più vitali. Per questo stanno nascendo iniziative come le Gilde del Digitale, con l’intento di creare un vivaio di Digital makers e CDO legato alle specificità di settori produttivi (Industry driven) o territoriali (distretti).

Ogni viaggio inizia da un primo passo, ed ogni passo ti insegna qualcosa se ti fai le domande giuste:

  1. Dici "eh ma io ne so fare di cose"... dai un'occhiata a questo glossario, capisci tutto?
  2. Poi dirai "eh ma io ho studiato tanto..." guarda questa Academy con 160 certificazioni, le hai già superate? Sono quelle che servono oggi.
  3. Per poi arrivare a dare la colpa alla poca pratica "eh ma avrei bisogno di fare, non solo studiare" guarda le Botteghe a cui potersi candidare, sai fare questi progetti? Vuoi imparare?
Non ci sono molte scuse, è gratis, per tutti e per sempre. Si tratta solo di decidere se avvicinarsi alla prima linea come Robert Capa rischiando anche qualcosa, o stare sul divano in attesa di un reddito "gratta e vinci". 

Ricordate, nessuno vi ha detto che sarebbe stato facile, ciò che in Guilds42 proveremo a farvi toccare con mano, è la consapevolezza che ne possa valere la pena. 

Buon viaggio, fate i vostri passi, noi speriamo di incontrarvi con l'elemetto in Bottega!
Botteghe Guilds42

Foto source: https://www.lindiceonline.com/focus/fotografia/le-magnifiche-11-di-omaha-beach/